Guida alle scaffalature – Fattori di scelta

Le scaffalature industriali restano una soluzione valida ed efficace per le esigenze di stoccaggio di aziende di tutti i settori merceologici.

Una scaffalatura per ricambi d’auto. Così, nel 1956, è iniziata l’avventura di Ferretto Group. Allora si chiamava Armes. Con il tempo è cambiato il nome, si sono diversificate le produzioni, si è spinto sull’automazione, ma quella scaffalatura resta ancora tra i prodotti a catalogo dell’azienda. Anche nel mercato di oggi, le scaffalature – nelle loro diverse forme: portapallet, a gravità, drive-in, flow rail, compattabili, cantilever – rimangono infatti una soluzione scelta da aziende di diversi settori per rispondere alle proprie necessità di magazzino. Vediamo il perché.

Due logiche opposte: Man-to-goods e Goods-to-man

Due logiche opposte: Man-to-goods e Goods-to-man

Prima di entrare nel dettaglio delle soluzioni, facciamo un passo indietro. In logistica ci sono due strade che guidano l’organizzazione dei sistemi e, nello specifico, le operazioni di picking: Man-to-goods: sistema in cui è l’operatore che si sposta e raggiunge l’area di stoccaggio per prelevare e movimentare il prodotto; Goods-to-man: sistema in cui è la merce che viene prelevata e portata all’operatore. Le scaffalature in genere rispondono alla logica “Man-to-goods” mentre la logica “Goods-to man” viene garantita in prevalenza dai magazzini automatici.

LIFO o FIFO: cosa significa?

A distinguere i diversi sistemi è anche la logica che regola il processo di immagazzinamento dei prodotti. Le alternative sono due e si nascondono dietro gli acronimi di FIFO e LIFO. FIFO sta per First In First Out, in italiano “il primo a entrare è il primo a uscire”: questo sistema consente di liberare le scorte di magazzino in quanto i primi carichi effettuati sono anche i primi a essere prelevati. Viene così assicurato che non vi siano scorte che rimangono “in coda”, ferme in magazzino: aspetto fondamentale se pensiamo, ad esempio, ad aziende che lavorano con prodotti deperibili o a scadenza. LIFO è invece l’acronimo di “Last In First Out” ossia “l’ultimo a entrare è il primo a uscire”: questo sistema è meno flessibile del precedente e può essere adatto quale soluzione ad alta densità di stoccaggio qualora le unità di carico, presenti in grande quantità, non abbiano problemi di deperibilità e, per esempio, si voglia stoccare materiale in partenza, suddiviso per cliente e/o area geografica.

LIFO o FIFO: cosa significa?
I fattori in gioco nella scelta di un magazzino

I fattori in gioco nella scelta di un magazzino

L’obiettivo di un sistema logistico è garantire efficienza, funzionalità e ottimizzazione dello spazio. Le strade per raggiungerlo sono diverse e dipendono da alcuni fattori che si rivelano strategici nella scelta della soluzione più adatta. I principali sono:
- Lo spazio. Il progetto di un magazzino deve partire da una valutazione sull’area disponibile – quindi: lo stabile con tutte le sue misure e limitazioni;
- Il grado di selettività. La frequenza del numero di referenze (items) e codici - e in base a questi un’alta o bassa densità di stoccaggio – richiede caratteristiche diverse tra i sistemi di stoccaggio e movimentazione;
- Le unità di carico. Ci sono aziende che lavorano con scatole (ad esempio nei settori delle calzature e della farmaceutica), altre con pallet (ad esempio nella GDO e nel food) e altre ancora con fasci di profili lunghi anche 6 metri. Ciascuna unità va allocata in una struttura in cui possa essere posizionata con sicurezza e in modo da essere facilmente stoccabile. 

Questi fattori incidono in maniera determinante sulle soluzioni da adottare sia per quanto riguarda i sistemi di stoccaggio che i mezzi di prelievo e movimentazione.

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