Magazzini automatici

Magazzini automatici: lo spazio come fattore di scelta

Lo spazio gioca un ruolo strategico nella progettazione di un magazzino automatico. Vanno valutati l'area disponibile, la tipologia di UDC, tempi e flussi

Il dimensionamento è uno tra i fattori fondamentali nella scelta di un magazzino automatico. Per individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze tra le diverse tipologie disponibili, un’azienda deve partire dall’analisi di alcuni aspetti quantitativi che determinano in maniera diretta le opportunità e i vincoli del progetto per la propria catena logistica. Solo così potrà garantirsi i numerosi vantaggi che un magazzino automatico assicura alle aziende che ne fanno uso.

Valutare lo spazio per aumentare l'efficienza

Lo spazio a disposizione incide in maniera diretta sulle possibilità di organizzare un efficiente sistema di stoccaggio e movimentazione dei materiali. Gli aspetti principali che vanno presi in considerazione sono:

  • l'area disponibile per il magazzino (interna o esterna)
  • la tipologia e quantità di Unità di Carico (UDC) da stoccare
  • i flussi e i tempi da e verso il magazzino 

Solo dopo un’attenta valutazione di questi fattori è possibile procedere con la progettazione di un layout generale del magazzino e l’individuazione della tecnologia più adatta.

Valutare lo spazio per aumentare l'efficienza
Area disponibile per il magazzino

Area disponibile per il magazzino

  • Area in pianta corredata di misure e vincoli ove verrà posizionato il magazzino con indicazione se esterno (autoportante), interno o parzialmente interno (capannone al quale viene asportato il tetto e alzato proprio da un magazzino autoportante)
  • Altezza ammessa dai piani regolatori (ed eventuali deroghe ottenute grazie al fatto che un magazzino automatico può essere considerato un volume tecnico) ed eventuale possibilità di interrare parte del magazzino
  • Contestualizzazione del magazzino nel planimetria esistente con indicazione dei collegamenti con ambienti di produzione e spedizione
  • Definizione delle grandezze degli spazi per la movimentazione di ingresso e uscita
  • Indicazione delle eventuali problematiche relative alla zona sismica e la tipologia del suolo
  • Indicazione dei carichi di incendio (per considerare le implementazioni di impianti di rilevazione fumi e di spegnimento incendi).

Tipologia e quantità di UDC da stoccare

  • Definizione delle Unità di Movimentazione (UDM): pallet o basi universali (pallet schiavi, martiri, vassoi) con particolare cura nel definire la base della UDM (forcolabilità, stabilità, integrità)
  • Definizione delle dimensioni dell’Unità di Carico (UDC): PxLxH, eventuale debordo e peso
  • Quantità da stoccare
  • Quantità e numero di referenze presenti a magazzino
  • Presenza di lotti di lavorazione (il numero di lotti è un moltiplicatore di ciascuna referenza)
  • Logica di prelievo: FIFO, LIFO per lotti, quarantena, stagionatura...
Tipologia e quantità di UDC da stoccare
Flussi e tempi da e verso il magazzino

Flussi e tempi da e verso il magazzino

  • Numero di ingressi UDC intere a magazzino
  • Numero di uscite UDC intere da magazzino
  • Numero di movimentazioni che generano le operazioni di picking (strati o collo singolo)

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